7 - A casaLunedì, 29: tocca lavorare full-time.
Inizio presto e mi trattengo in hotel mentre il sole asciuga il mondo fuori dalla finestra, e quando mi fiondo fuori anticipando la pausa pranzo trovo strade praticamente asciutte ed un piacevole cielo blu ad accompagnarmi lungo la rotta.


Ho deciso che entro stasera voglio entrare in Francia per dedicare un poco di tempo ai Pirenei, in realtà raggiungo il confine già nel primissimo pomeriggio, trattenendomi a lavorare sull'Embalse de Lanuza, a pochi km dal col du Portalet.

Quando chiudo il pc poco prima delle 18 sono dunque determinato a godermi le lunghe ore di luce che ancora mi rimangono, ma raggiunta la cima la sorpresa è che tutto il fronte temporalesco si è spostato sul versante francese.


Ma in realtà è meno brutta di quel che sembra, a parte qualche timida goccia, l'asfalto non perfettamente asciutto ed ahimè i panorami appiattiti o nascosti dalle nuvole riesco a godermi qualche passo senza troppo fastidio: il col d'Aubisque, il col de Soulor, Tourmalet, col d'Aspin, il Peyresourde scorrono veloci sotto le ruote senza alcun traffico in giro.




Mi fermo a 800 metri lungo la rout de Cols: non lo so ancora ma sarà l'ultima notte.

Martedì 30 giugno me lo sono invece preso di ferie, con l'intento di godermi senza vincoli il rientro verso casa per concedermi eventuali divagazioni.
Gli ultimi versanti dei Pirenei sono ancora tra le nuvole: chissà cosa mi riserverà il meteo per oggi.

Trovo il sole ad attendermi lungo la discesa del col de Portet d'Aspet, lungo i primi villaggi catari ancora addormentati.



Ipotizzo timidamente due passi a Carcassonne ma logistica e caldo mi fanno rapidamente cambiare idea, e comunque la citè medievale mi ha già visto fin troppe volte.

Torno a guidare verso est, lungo i parchi di Haute-Languedoc e delle Cevennes fino a raggiungere l'Ardechois e da Pont d'Arc infilare la D290 delle gorges.

Passato Nyons il cielo si chiude km dopo km ed inizia a piovere, poi grandinare, poi piovere di nuovo: suggestivo il doppio arcobaleno, ma le condizioni spezzano reni ed ambizioni... voglio tornare a casa.

Smette di piovere dopo Gap, poi ricomincia a Guillestre, e insomma sono sulla cima dell'Agnello che non ho ancora preso una decisione: sono le 22 e sta venendo buio, ma c'è un crepuscolo magnifico lato Francia mentre lato Italia sta sorgendo una lunona mai vista.




Sarebbe una figata mollare la tenda proprio qui sul passo, ma da poco lontano sento rimbombare i tuoni: chissà se si stanno allontanando o avvicinando.
Arrivo al cancello di casa che non è ancora mezzanotte, per qualche minuto è ancora giugno e per un attimo medito di ripartire per raddrizzare questo epilogo - guastato dal meteo - non all'altezza del viaggio.
Ma poi ripercorro mentalmente queste 6 settimane dalla partenza ad oggi e insomma... c'è davvero tanto: non saranno gli ultimi due o tre giorni a fare la differenza.
Spengo il motore, FINE.