Lucatwin ha scritto:
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Ora di GS se ne vendono a migliaia, e i costruttori italiani sono quasi del tutto spariti, incapaci di competere con i giganti. Discorso che si puo' applicare un po' a tutti i settori.
Molti sono convinti che l'Euro ci abbia messo col culo per terra. In realtà, non ci eravamo mai veramente alzati.
Quoto sul discorso euro-lira

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Sono meno d'accordo sul discorso dei "costruttori" italiani spariti.1. Ducati, anche se la proprietà è tedesca, per me resta a tutti gli effetti un "costruttore" italiano, visto che si fa tutto qui.
2. Gruppo Piaggio, quotato in borsa, è il
primo gruppo europeo nel settore due ruote. Vero che il grosso lo fa con scooter e veicoli commerciali, ma fa anche le moto! Per fortuna ........ (altrimenti anche Moto Guzzi ed Aprilia adesso sarebbero o chiusi o cinesi).
Se torniamo ai primi anni '90, epoca della lira, (ed ho fatto una ricerchina con la AI, per non scrivere castronerie "a memoria"), rispetto agli attuali in attività possiamo dire che fondamentalmente sono usciti dal radar solo due o tre costruttori, anche se non del tutto:
1. Cagiva, che allora andava alla grande e che resta oggi, ma ai minimi termini, con MV Agusta; vedremo come andrà a finire (io non sono molto ottimista).
2. Gilera, che allora faceva ancora bellissime moto ad Arcore (una su tutte: RC 600 o nord west 600, avanti non poco sui tempi), ma credo con numeri molto piccoli, e che oggi resta uno dei tanti marchi in Piaggio (lo era già allora), al momento silente.
3. Benelli, che nei '90 era già in fase calante ma ancora italiana e che ora è rinata, alla grande, ma cinese.
Gli altri più meno ci sono ancora tutti, tra resistenti e risorti, ma sempre con numeri piccoli, allora come oggi:
- Fantic Motor, risorta
- Beta motor, resistente
- TM racing, resistente
Defunto Malaguti. Poi abbiamo ancora SWM, che comunque ha sempre uno stabilimento produttivo in Italia, e Moto Morini, che pure ce l'ha, piccolino, ma credo produca tutto in Cina, anche la 1200.
In sintesi; mi sembra che alla fine, in termini di numeri, la perdita grossa rispetto agli anni '90 sia dovuta al venir meno di Cagiva e anche ad un ridimensionamento del marchio Aprilia, che allora faceva tanto nelle piccole cilindrate; ma non ci vedo una debacle dei costruttori italiani. Non ancora almeno.