Premessa: non ho mai avuto il mito della robustezza teutonica, né quello della precisione nipponica e nemmeno quel "patriottismo" da social (una volta si sarebbe detto "da operetta"), da farmi propendere per l'acquisto italico, senza se e senza ma; anche perché mi voglio considerare prima europeo e poi italiano.
In campo automobili ho avuto, nell'ordine: una francese, una tedesca (non di quelle premium!), un'altra francese ma della concorrenza, una giapponese, due italiane. Le auto sempre una per volta; tra le moto, a seguire, anche due assieme.
In campo moto, dal 125 in avanti: una italiana, una giapponese, una italiana, una giapponese, una italiana, uno scooter italiano, una giapponese, un'austriaca, una giapponese, un'indiana, un'italiana e poi un'altra italiana.
Oggi ho 2 moto Piaggio ed 1 vettura Alfa Romeo; mia moglie 1 vettura Fiat. Non quindi per ragionata scelta nazionalistica, ma perché, per congiuntura, ci siamo ritrovati ad apprezzare prodotti made in Italy, vuoi per tecnica vuoi per stile.
Vero che probabilmente dovrei andarmi a far benedire a ....
Monza oppure a
Le Mans (dove sono stato peraltro la scorsa estate) ma,
negli ultimi sette giorni ci è capitato:
- concessionario Aprilia non in grado di rendermi dopo 3 settimane la Tuareg dal tagliando prenotato un mese prima (come esito delle prime due settimane di fermo, con registrazione gioco valvole e aggiornamento mappatura, la mia moto va in "recovery"; domani cercherò di capire se ha risolto qualcosa . . .)
- Alfa Romeo Giulia che mi abbandona in autostrada dopo un carosello di spie illuminate: uscito al volo con il cambio in folle, ché non faceva altro, al primo svincolo. Poi fuori dal casello si è ripresa, ed ora viaggia con la spia motore accesa. La cosa grave non è tanto il panne, quanto il fatto che all'assistenza di Alessandria, dove sono cliente da oltre 20 anni, volevano tenermi l'auto almeno 3 gg solo per la diagnosi, oppure darmi appuntamento dopo 25 gg!
- Oggi, ciliegina sulla torta, Fiat di mia moglie ci molla in montagna; improvvisa spia eccessiva temperatura motore, circuito raffreddamento vuoto. Poi si è scoperto, con l'aiuto di un gentile automobilista, che si è trattato della rottura di un attacco manicotto (non il manicotto, che sarebbe stato ancora semplice riposizionare o sostituire, ma proprio tranciato di netto un tubetto, che si vede infilato dentro il manicotto di gomma, probabilmente attaccato alla pompa acqua.
Del parco mezzi, l'unica che funziona è la V85tt . . . . .per ora.
Ecco, non me ne vogliate se a breve guiderò una moto giapponese (o cinese) ed un'auto . . . .pure (o più probabilmente romena).