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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 23 set 2020, 12:01 
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Io in Cina non sono mai andato, ma da quello che leggo in giro, ho paura che qui ne abbiamo un'idea molto distorta, almeno in molti. In realtà credo che stia diventando rapidamente il "primo mondo"; siamo noi che rischiamo di precipitare al terzo. Negli ultimi anni passati al politecnico di Torino (laurea 1991, non proprio ieri.....), ricordo che già allora alcuni miei docenti di elettronica, viaggiavano relativamente spesso per lavoro, non negli USA o in Giappone, ma in Cina. Questo 30 anni fa!
Sui marchi moto rivitalizzati dai cinesi, o con i soldi cinesi, come nel caso di swm e fantic, non credo si possa fare il discorso un bel po' semplicistico del "lo fanno in Cina ai costi loro....", quindi per noi non c'è storia. Il mercato moto, almeno in occidente, è al 99% un mercato del lusso e del superfluo, anche per chi acquista una (relativamente) economica Benelli. Pertanto gli spazi per i margini di guadagno, si dovrebbero trovare anche lavorando da noi, ben più facilmente che sull'abbigliamento o l'elettronica di consumo. Forse il Covid darà una mano ad allargare un po' di più questo mercato, dal solo superfluo alla mobilità individuale utilitaristica, magari con l'elettrico (i ragazzi degli anni 2000?).
Piuttosto per il lavoro che ho modo di fare, mi sono purtroppo reso conto che fare l'imprenditore in Italia spesso sembra una follia da Don Chisciotte, non per le leggi da rispettare, quasi sempre sacrosante, ma per il "modo" (leggi burocrazia) in cui te le vogliono far rispettare. Gli imprenditori sono più santi (o incoscienti) che banditi.
ciao

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Gabor
"Mettete Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. Ma quando siete nelle avversità e non intravedete via d’uscita, inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton" R. Priestley


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 23 set 2020, 12:44 
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Località: Desio...ma con Napoli nel sangue!
x lavoro avevo spesso opportunità di andare in Cina e ho imparato tante cose da loro.
Innanzitutto che esistono tante Cina, alcune con realtà davvero indietro di secoli (mai come l'india, sia chiaro) ma tutte accomunate da voglia di fare e da una familiarità con la tecnologia che noi in Europa ce le sogniamo (e l'età media è di gran lunga più bassa)
Hanno una fame terribile di know how, forti come sono di manodopera e di un mercato interno con potenzialità di crescita enormi...peccato che i salari bassi impediscano di fatto la crescita del mercato interno x cui dipendono troppo dalle esportazioni.
x il problema know how hanno imparato a comprare all'estero, spesso accompagnandolo con acquisto di brand molto noti
i risultati non sempre sono all'altezza ma questo vale x tutti, Cinesi, Italiani e non...

Io non paura dei loro costi di manodopera, ho più paura dell'immobilismo del paese Italia.
In Cina i marchi Italiani della moda fanno soldi a palate (su 1,3 miliardi di persone ci sono ca. 300 milioni di benestanti...più o meno tutta la popolazione Europea) così come le maggiori case automobilistiche Europee (tedesche in primis)
x non parlare delle imprese produttrici di macchinari (Italia in primis) che negli scorsi anni hanno venduto la qualunque da quelle parti
Ma davvero siamo sicuri che loro invaderanno noi?!
In realtà ci stanno facendo dei favori enormi x come la vedo io...

Quoto CP quando parla di disparità salariali e più in generale di differenze di legislazioni che rendono il mercato non competitivo
In Cina il mondo del lavoro merita molto di più (ripeto, esistono tante Cina)
ma la Cina ha seguito l'accordo preso x la riduzione delle emissioni inquinanti e chi lavora da quelle parti sa l'incredibile numero di fonderie che hanno dovuto chiudere con problemi di fornitura impossibili da gestire...non so onestamente quanto l'Occidente (USA) abbia fatto il suo

E se Guzzi vende poco o se BMW vende troppi GS penso sia indipendente dalla Cina
Ma se non si sbrigano entrambe prima o poi verranno travolte
Ricordo ancora i brand delle televisioni che andavano x la maggiore un pò di tempo fa...Saba, Nordmende, Grundig
oggi?

:byee

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 23 set 2020, 13:09 
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https://www.motociclismo.it/mv-agusta-p ... nese-77226
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ex moto: Motron Gl4, Exagon 250, Beverly 500, Breva 750, California Titanium, NORGE 1200GTL, Stelvio NTX 09,venduta con 93.000km , Stelvio NTX 2014 45.000km e 2015 solo 7 mila..ora KTM 1290 SAD , NTX 650 (venduta) e Le Mans III- tel 3932099794 °IIIII°


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 24 set 2020, 19:55 
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dummy ha scritto:
x lavoro avevo spesso opportunità di andare in Cina e ho imparato tante cose da loro.
Innanzitutto che esistono tante Cina, alcune con realtà davvero indietro di secoli (mai come l'india, sia chiaro) ma tutte accomunate da voglia di fare e da una familiarità con la tecnologia che noi in Europa ce le sogniamo (e l'età media è di gran lunga più bassa)
Hanno una fame terribile di know how, forti come sono di manodopera e di un mercato interno con potenzialità di crescita enormi...peccato che i salari bassi impediscano di fatto la crescita del mercato interno x cui dipendono troppo dalle esportazioni.
x il problema know how hanno imparato a comprare all'estero, spesso accompagnandolo con acquisto di brand molto noti
i risultati non sempre sono all'altezza ma questo vale x tutti, Cinesi, Italiani e non...

Io non paura dei loro costi di manodopera, ho più paura dell'immobilismo del paese Italia.
In Cina i marchi Italiani della moda fanno soldi a palate (su 1,3 miliardi di persone ci sono ca. 300 milioni di benestanti...più o meno tutta la popolazione Europea) così come le maggiori case automobilistiche Europee (tedesche in primis)
x non parlare delle imprese produttrici di macchinari (Italia in primis) che negli scorsi anni hanno venduto la qualunque da quelle parti
Ma davvero siamo sicuri che loro invaderanno noi?!
In realtà ci stanno facendo dei favori enormi x come la vedo io...

Quoto CP quando parla di disparità salariali e più in generale di differenze di legislazioni che rendono il mercato non competitivo
In Cina il mondo del lavoro merita molto di più (ripeto, esistono tante Cina)
ma la Cina ha seguito l'accordo preso x la riduzione delle emissioni inquinanti e chi lavora da quelle parti sa l'incredibile numero di fonderie che hanno dovuto chiudere con problemi di fornitura impossibili da gestire...non so onestamente quanto l'Occidente (USA) abbia fatto il suo

E se Guzzi vende poco o se BMW vende troppi GS penso sia indipendente dalla Cina
Ma se non si sbrigano entrambe prima o poi verranno travolte
Ricordo ancora i brand delle televisioni che andavano x la maggiore un pò di tempo fa...Saba, Nordmende, Grundig
oggi?

:byee
Sono d’accordo con la tua analisi.


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Ciao, Lucio


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 24 set 2020, 20:15 
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Località: München - Deutschland
Grazie a LeoGuzzi per i flash di notizie che riporta. Davvero interessanti.

A tal proposito: ma che diranno i russi di questa partnership con QJ??? O forse sono proprio loro i primi ad essere d'accordo... boh!

Concludo con chi ha scritto che il vero problema non sono tanto i cinesi, ma l'immobilismo assurdo di tanta (non tutta) l'imprenditoria italiana. Da parte degli imprenditori vedo più interesse ad investire nella finanza (titoli, obbligazioni, derivati, operazioni immobiliari, etc.) che a reinvestire nella propria azienda. Così si fanno i soldi oggi in Italia, mica con la produzione. Paradossalmente conviene indebitare la propria azienda, succhiare ed investire tutto il possibile e poi farla fallire.

Sempre più finanzieri, sempre meno imprenditori... ahimé. E ne paghiamo le conseguenze già da oggi (posti di lavoro che saltano, dipendenza tecnologica da fonti estere, piani industriali ridotti al lumicino).

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Economia reale contro fanta-finanza: sei più ricco con due uova a 6 euro o con dodici uova a 1 euro? (rileggere più volte se necessario)


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 7:16 
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Località: Svizzera centrale
Breve elenco dei marchi italiani di proprietà cinese:
- Benelli
- Garelli
- Lambretta
- Malaguti
- Mondial?
- ...

Sono oramai rarissimi i monocilindrici di piccola o media cilindrata non prodotti in cina.
In genere i cinesi oramai producono motori moderni, con singolo o doppio asse a camme in testa. Non certo motori aste e bilancieri raffreddati ad aria concepiti 50 anni fa.


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 7:21 
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Località: Roma
enzo-NW ha scritto:
Breve elenco dei marchi italiani di proprietà cinese:
- Benelli
- Garelli
- Lambretta
- Malaguti
- Mondial?
- ...

Sono oramai rarissimi i monocilindrici di piccola o media cilindrata non prodotti in cina.
In genere i cinesi oramai producono motori moderni, con singolo o doppio asse a camme in testa. Non certo motori aste e bilancieri raffreddati ad aria concepiti 50 anni fa.
Questa “velata” critica ai motori MG non è concessa in questo forum [emoji16]

Poi se possediamo tutti (quasi tutti) una moto di Mandello del Lario è perché ci piace così. Come si dice... buona la prima! Quella architettura di 50 anni fa ha ancora il suo perché !

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Ciao, Lucio


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 7:56 
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Località: montecosaro scalo
quoto l'ultimo intervento.
aste e bilanceri e' un asset che ha il suo perche' anche nel 2020.
ha pochissima manutenzione e assorbe pochissima energia.
sui motori turistici e' il top. Ripeto per la centesima volta la stelvio con un aste e bilanceri avrebbe fatto felici i proprietari e fatto guadagnare piaggio...

tra i cinesi piu' o meno ci metterei anche fantic e swm..se non cinesi poco ci mancano.

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l'importante e' andare in moto
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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 8:19 
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Località: Desio...ma con Napoli nel sangue!
frenostanco ha scritto:
...
Concludo con chi ha scritto che il vero problema non sono tanto i cinesi, ma l'immobilismo assurdo di tanta (non tutta) l'imprenditoria italiana. Da parte degli imprenditori vedo più interesse ad investire nella finanza (titoli, obbligazioni, derivati, operazioni immobiliari, etc.) che a reinvestire nella propria azienda. Così si fanno i soldi oggi in Italia, mica con la produzione. Paradossalmente conviene indebitare la propria azienda, succhiare ed investire tutto il possibile e poi farla fallire.

Sempre più finanzieri, sempre meno imprenditori... ahimé. E ne paghiamo le conseguenze già da oggi (posti di lavoro che saltano, dipendenza tecnologica da fonti estere, piani industriali ridotti al lumicino).


Vero, con la giusta precisazione di tanti ma non tutti gli imprenditori.
Va detto però che anche le condizioni a contorno in Italia son cambiate, tanto da togliere a molti la voglia di rischiare...burocrazia in primis, incertezza della giustizia e, permettetemelo, un diverso approccio dei lavoratori (tanti, non tutti anche qui) al bilanciamento tra diritti e doveri (e non discuto i diritti, ovviamente!)

:byee

p.s.
i fuorilegge, tutti, non sono oggetto della discussione di quanto sopra

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 8:49 
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frenostanco ha scritto:
Grazie a LeoGuzzi per i flash di notizie che riporta. Davvero interessanti.

A tal proposito: ma che diranno i russi di questa partnership con QJ??? O forse sono proprio loro i primi ad essere d'accordo... boh!

Concludo con chi ha scritto che il vero problema non sono tanto i cinesi, ma l'immobilismo assurdo di tanta (non tutta) l'imprenditoria italiana. Da parte degli imprenditori vedo più interesse ad investire nella finanza (titoli, obbligazioni, derivati, operazioni immobiliari, etc.) che a reinvestire nella propria azienda. Così si fanno i soldi oggi in Italia, mica con la produzione. Paradossalmente conviene indebitare la propria azienda, succhiare ed investire tutto il possibile e poi farla fallire.

Sempre più finanzieri, sempre meno imprenditori... ahimé. E ne paghiamo le conseguenze già da oggi (posti di lavoro che saltano, dipendenza tecnologica da fonti estere, piani industriali ridotti al lumicino).

:voto Hai centrato Freno, sono pochissimi quelli che investono in azienda, vedi Ferrero e pochi altri..il resto degli imprenditori vuole fare soldi con la finanza, anche se poi alla fine sono pochi quelli che ci riescono, morale per continuare a lavorare delocalizzano o perdono di qualità. Ci sono comprensori che continuano ad investire nell'attività produttiva e queste sono le vere eccellenze del made in Italy, vedi comprensorio Biomedicale ceramico (dove i prodotti di alta qualità continuano a farli a Sassuolo) mentre il resto in Spagna e Cina..

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MessaggioInviato: 25 set 2020, 9:54 
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https://www.moto.it/news/in-cina-vendit ... -a-40.html
Alcuni dati sul mercato 2 ruote cinese...l'eletrico sta prendendo il volo :bravo

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 25 set 2020, 21:36 
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Ma qui dice che la 1200 GT cino-benellese avrà il motore tre cilindri derivato dalla Tre-K e Tornado. Insomma, cuore italiano (consoliamoci così):
https://www.motociclismo.it/nuova-benel ... ndri-77227

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 29 set 2020, 10:48 
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Chiedo venia: mi sono rimbambito. Ho confuso la 1200 di CFmoto con la 1200 di Benelli...

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MessaggioInviato: 29 set 2020, 11:00 
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frenostanco ha scritto:
Chiedo venia: mi sono rimbambito. ...

:voto :voto :voto :scimmia3 :rincorr

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MessaggioInviato: 29 set 2020, 12:38 
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guzzienduromassimo ha scritto:
......................
tra i cinesi piu' o meno ci metterei anche fantic e swm..se non cinesi poco ci mancano.


La Fantic invece credo sia 100% italiana. La serie Caballero usa un motore cinese (e dove prendere un mono adatto in europa, a prezzi decenti?), ma le enduro credo montino il yamaha.
https://www.infomotori.com/moto/la-formula-vincente-di-fantic-motors-design-tecnologia-ed-ecosostenibilita_328139/

La SWM invece ha capitali cinesi, però ha anche recuperato lo stabilimento e le maestranze (!) italiane, dalle macerie della gestione da parte di BMW della Husqvarna, dopo che i tedeschi hanno venduto il solo marchio a KTM.
Direi che alla fine SWM è meno cinese di Benelli.
ciao

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ci sono comunque parentele...
swm di fatto ha una gamma incentrata su prodotti importati con piccole modifiche.
io non ci vedo niente di male nemmeno nel motore del caballero, ma si fa' solo per dire.
qualcuno qui pensa ancora che pirelli siano gomme italiane..

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MessaggioInviato: 29 set 2020, 13:12 
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Gabor ha scritto:
La SWM invece ha capitali cinesi, però ha anche recuperato lo stabilimento e le maestranze (!) italiane, dalle macerie della gestione da parte di BMW della Husqvarna, dopo che i tedeschi hanno venduto il solo marchio a KTM.
Direi che alla fine SWM è meno cinese di Benelli.
ciao

Ma il mono 650 raffreddato ad acqua non é proprio, ergo progettato da Ampelio?

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Cita:
"In quarantena si é contesi tra paura e meraviglia.
La scelta farà la differenza"

Igor Sibaldi, La Stampa - aprile 2020


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 29 set 2020, 13:25 
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il vecchio mono ad acqua credo sia quello che sia parente se non lo stesso evoluto che usava husky e dato in prestito pure ad apj

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 29 set 2020, 13:28 
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guzzienduromassimo ha scritto:
quoto l'ultimo intervento.
aste e bilanceri e' un asset che ha il suo perche' anche nel 2020.
ha pochissima manutenzione e assorbe pochissima energia.
sui motori turistici e' il top. Ripeto per la centesima volta la stelvio con un aste e bilanceri avrebbe fatto felici i proprietari e fatto guadagnare piaggio...

tra i cinesi piu' o meno ci metterei anche fantic e swm..se non cinesi poco ci mancano.

D'accordissimo sul motore aste e bilancieri; per fare turismo è ottimale

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Roberto

A piedi cammino, in macchina viaggio, in moto sogno


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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 29 set 2020, 13:51 
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guzzienduromassimo ha scritto:
il vecchio mono ad acqua credo sia quello che sia parente se non lo stesso evoluto che usava husky e dato in prestito pure ad apj

quindi già di progettazione Macchi in origine?

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Cita:
"In quarantena si é contesi tra paura e meraviglia.
La scelta farà la differenza"

Igor Sibaldi, La Stampa - aprile 2020


Ultima modifica di Aquila Insubre il 29 set 2020, 14:05, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
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penso proprio di si.

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 Oggetto del messaggio: Re: cinesi in arrivo
MessaggioInviato: 29 set 2020, 15:34 
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Aquila Insubre ha scritto:
guzzienduromassimo ha scritto:
il vecchio mono ad acqua credo sia quello che sia parente se non lo stesso evoluto che usava husky e dato in prestito pure ad apj

quindi già di progettazione Macchi in origine?

Si, è sempre quello che montava la TE630, ultima Husqvarna italiana. Che poi credo sia un 600 cc e non un 650, e ne avevo letto anche bene. Ora la SWM lo usa sulla Superdual T ed X, che sarebbe anche una moto interessante, fosse un pelino più leggera. Pesa 40 kg in più della RS650 R (moto praticamente identica alla TE630, credo che abbiano le plastiche intercambiabili, colori a parte), che SWM non produce più.
ciao

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